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"Valerie diario di una ninfomane" e la censura

La direzione di Raidue ha preferito cancellare la partecipazione della scrittirce Valerie Tasso e dell'attrice Belen Fabra alla trasmissione "Quelli che il calcio" condotta da Simona Ventura. Le due donne avrebbero dovuto presentare la pellicola di Christian Molina "Valerie diario di una ninfomane", nelle sale dal 30 aprile. La Rai si è, tuttavia, resa disponibile a concordare la partecipazione delle due donne in programmi di seconda serata. Secondo Raidue la partecipazione della Tasso e della Fabra nella trasmissione condotta dalla Ventura avrebbe portato ad affrontare tematiche non compatibili con i regolamenti sulla fascia oraria protetta.

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Il film "Valerie diario di una ninfomane", tratto dal romanzo della Tasso, racconta la storia di una ninfomane. Una donna affamata di sesso, ma anche un'eroina. La protagonista del film vive con profondo senso di colpa l'impulso sessuale che la anima e a consolarla c'è la nonna, interpretata da Geraldine Chaplin che le dice: "La ninfomania è una cosa inventata dagli uomini perché le donne si sentano colpevoli se non sono come le altre... Se un uomo ha tante donne è un macho...ma se si tratta di una donna, viene considerata una puttana!".

L'attrice Belen Fabra ha spiegato: "La protagonista, Valerie, non riesce a vivere come vuole per paura del giudizio degli altri. E' in trappola perché è diversa, ma è il coraggio che la caratterizza. Sicuramente sbaglia molte volte, ma ha la voglia di andare oltre anche a costo di sbagliare". Secondo la scrittrice "quando facciamo educazione sessuale purtroppo trasmettiamo un problema, dovremmo invece trasmettere valori. La censura non dovrebbe essere né sul sesso né sul termine ninfomane, che tra l'altro è un termine esistente nel vocabolario e quindi utilizzabile". La Tasso ha spiegato: "Il film è drammatico e racconta una parte importante della vita della protagonista. Valerie è una donna a cui la società riconosce tutto: merito, bellezza e fascino, ma lei è mossa dalla curiosità di scoprire la parte più intima dell'uomo e usa la sessualità come strumento di conoscenza. Non si deve e non si può porre l'attenzione solo sulla sessualità, sul poster o sul titolo del film".

Il film ha incontrato non pochi ostacoli, in particolar modo in Italia. La censura ha, infatti, preso di mira sia la pellicola stessa che la locandina del film nel quale si vede una mano femminile che si insinua in un paio di slip. "E' stata una delusione sentire i commenti sul poster - ha detto l'attrice - solo qui in Italia ci sono stati commenti negativi. Come se si volesse incitare al peccato". La pellicola, che si appresta ad uscire nelle sale italiane, sarà vietata ai minori di 14 anni.

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