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Un vibratore per amico

Non è che ci si ponga molte volte nella vita una domanda del genere, ma per un'occasione - questa – possiamo pure chiederci se il vibratore sia più un amico o un nemico delle donne.

A illuminare la questione è la sessuologa americana Yvonne Fulbright che ammette: quando si parla dell'uso di vibratori, qualcuno storce il naso. La preoccupazione? Che il sex toy in questione vada a sostituire l'uomo in carne ed ossa, a riempire le lacune di un amante magari inesperto o spesso assente. Ma è davvero così?

In effetti un vibratore, se usato a opera d'arte, può trasmettere sensazioni mai provate prima, regalare orgasmi profondi ed evitare complicazioni semtimentali e sessuali. E poi è sempre lì, in qualsiasi ora del giorno e della notte. Mica è impegnato a lavoro, davanti alla playstation o nel torneo di calcetto. Ed è per tutti i gusti: a batteria, con regolatori di velocità, a forma di paperetta o quella più classica di tipo fallico.

È però il caso di fare chiarezza, come spiega la sessuologa: non c'è nulla di nocivo nell'utilizzare un vibratore. A volte può essere necessario se la donna non raggiunge l'orgasmo durate l'atto. Questo perché il suo partner non è capace di garantisce la giusta stimolazione clitoridea. Il vibratore, a quanto pare, sì.

Una cosa è certa: non deve diventare mai un oggetto di routine, semmai essere un qualcosa in più insieme alla creatività e alla passione da sperimentare con il compagno. E magari sarà proprio quest'ultimo, un giorno, a regalarci un aggeggino del genere.

D'altronde, nel 1921 la rivista Hearst pubblicava già il primo annuncio pubblicitario sui vibratori, rivolto agli uomini: comprare il prodotto poteva servire a curare la propria moglie dall'isteria, ma anche a conservarla 'giovane e bella'.

Photo: Vibrello.it

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