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Troppo porno online: Playboy è in crisi

Il sito americano di Abcnews non dà molte speranze: il porno non è immune alla recessione. E nella crisi è caduto anche un colosso come Playboy, tanto che la vendita sarebbe l'unica soluzione.

La vita delle conigliette è molto meno intensa di una volta: da simbolo di trasgressione e innovazione, oggi Playboy fa meno proseliti. E allora ecco incrociare le dita e sperare in un buon acquirente che sborsi almeno 300 milioni di dollari per Playboy Enterprises, l'impero dell'eros patinato.

Tra i nomi dei potenziali offerenti dell'impero di Hugh Hefner, ci sarebbe anche Sir Richard Branson, l'imprenditore britannico della Virgin Records, ma un portavoce dell'azienda ha solamente affermato: "Qualunque proposta in grado di creare valore per i nostri azionisti verrà presa in considerazione".

Una crisi storica quella della rivista, dovuta al porno gratis a cui ormai si può accedere da internet in pochi click. Fino ad oggi, Playboy ha dovuto licenziare il 25% della sua forza lavoro a Los Angeles e a New York, visto che la rivista erotica più famosa al mondo ha perso 10 milioni di euro solo nei primi tre mesi del 2009.

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