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Tinto Brass si confessa: 'Ho pensato al suicidio'

Ci sono eventi che ti cambiano la vita. Adesso lo sa anche Tinto Brass, colpito lo scorso aprile da un'emorragia cerebrale.

Per la prima volta da quella drammatica esperienza, il regista si è confessato alle pagine del Corriere del Veneto: 'All'inizio è stata durissima, mi sono ritrovato immobile mentre prima facevo una vita intensa. Così ho pensato persino al suicidio'.

Ma per sua fortuna c'era Caterina Varzi, calabrese di Soverato, avvocato e psicanalista nonché ultima scoperta che non l'ha lasciato solo nemmeno un attimo. 'Sono rimasto dieci giorni senza conoscenza. Quando aprivo gli occhi vedevo Caterina e le dicevo: che bel viso'.

E proprio la Varzi era con lui al momento del malore. 'Ero nel bagno dell'albergo di Marostica e lì mi sono accasciato, così improvvisamente, senza dolore. Mi ha trovato Caterina. Ho detto: sto bene, poi ho chiuso gli occhi. I medici le dissero che ero in pericolo di vita'.

Il momento più duro? Quando fu trasferito al reparto di riabilitazione. 'Mi chiesi se valeva la pena di vivere o di morire. Una notte pensai al suicidio con serenità'. Poi il miracolo firmato Caterina. 'Non sapevo come dargli forza. Arrivai con un grande giradischi, comprato a Vicenza, con un disco di Boris Vian, Le Déserteur. Su queste note, lui che aveva difficoltà a parlare, iniziò a cantare in francese, ha voluto ascoltare il disco 5-6 volte di seguito e cantava, cantava e si illuminava. Da lì, piano piano, ha trovato la forza di reagire'.

Cinque mesi dopo, il recupero è stato giudicato dai medici straordinario, e Brass si dice cambiato. 'Il sesso, l'eros, è l'ora di fare un discorso serio su questi temi perché il sesso non deve essere un 'consumo' finale, ma uno stato provvisorio. La vera trasgressione oggi è l'amore. Confrontandomi con la morte l'ho accettata e non può essere il sesso l'obiettivo finale. Conta di più la sfera affettiva'. Bentornato nuovo Tinto.

(foto © LaPresse)

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