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Svezia, soldi pubblici per il film porno ed è polemica

Ha suscitato non poche polemiche il film pornografico uscito ieri in Svezia, "Dirty Diaries", della documentarista svedese Mia Engberg. La ragione? La pellicola, pensata e scritta per le donne, costituita da dodici cortometraggi e vietata ai minori, è stata sovvenzionata con fondi pubblici.

L'Istituto svedese del cinema ha, infatti, dato per la realizzazione del film 48mila corone di sovvenzioni pubbliche. A proposito del suo lavoro la regista ha detto: "I film porno sono sempre stati fatti per gli uomini. Ho voluto mostrare la sessualità dal punto di vista femminile. Il film non è stato fatto per soddisfare un pubblico maschile o per guadagnare denaro".

La regista ha anche spiegato che questa pellicola può essere ritenuta "femminista" in quanto mostra la sessualità delle donne in modo naturale ed evita di trasformarle in oggetti, come invece accade di consueto nel cinema porno. "Credo che questo sia il futuro - ha detto Mia Engberg - il genere più popolare è il porno fatto a casa da persone ordinarie".

Ma Beatrice Fredriksson, del partito conservatore del primo ministro Fredrik Reinfeldt, attraverso il suo blog ha denunciato la concessione di sovvenzioni pubbliche a una pellicola pornografica. "Il governo non dovrebbe finanziare questo tipo di film, che ottiene del denaro solo perché femminista<(i>", ha detto la Fredriksson. Subito ha risposto l'Istituto svedese del cinema attraverso Cissi Elwin Frenkel, direttore di Sfi, che sul sito dell'Istituto ha scritto: "Tutti in questo film sono maggiorenni, tutti sono consenzienti, tutti si dividono i proventi del film".

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