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Stop al militare e malattie veneree in crescita

Dal 2005, dopo l'abolizione dell'obbligo di leva nel nostro paese, e il conseguente addio alle visite mediche andrologiche, si è registrato un vero e proprio boom di malattie veneree e problemi di fertilità. E' il sorprendente risultato di uno studio del Centro Artes di Torino, specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sterilità di coppia, che ha elaborato i dati ufficiali di Sia (Societa' Italiana Andrologia), OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita') e Università Cattolica di Roma (Rapporto Osservasalute) confrontandoli con quelli del proprio database.

Dal 2000 al 2005 l'incidenza della sifilide è triplicata, la gonorrea è cresciuta del 33,3%, con un aumento dei problemi sessuali e di fertilità. "Già nel 2000 - ricordano gli esperti dal Centro Artes - i giovani avevano smesso di presenziare all'appuntamento col medico. Un tempo il servizio militare offriva ai ragazzi l'occasione di sottoporsi a una visita andrologica completa, per far luce su eventuali disturbi sessuali. Oggi l'appuntamento con l'andrologo viene, invece, evitato, per pigrizia e disinformazione".

Secondo le stime dell'Oms, le malattie sessualmente trasmissibili contagiano, ogni anno, 333 milioni di giovani in tutto il mondo, di cui almeno 111 milioni under 25. Per tasso di fertilità, l'Italia si colloca all'ultimo posto tra i Paesi europei: ogni anno 60 mila coppie hanno difficoltà di concepimento.

Circa la metà dei casi di infertilità e sterilità è riconducibile a una patologia maschile: circa il 10% degli uomini soffrire di problemi di erezione. Ultimo dato: i maschi che producono un numero insufficiente di spermatozoi sono passati anni dal 5% al 20% della popolazione.

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