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Sesso orbitale

Per il mese di giugno la rivista scientifica "Focus" ha intervistato Laura Woodmansee, studiosa di erotismo spaziale, autrice di uno dei testi più interessanti sull'argomento: "Sex in Space". La giornalista nel suo libro affronta le questioni e soprattutto i problemi oggettivi legati alle relazioni sessuali nello spazio. E cioè: é davvero possibile fare l'amore nello spazio? Qualcuno ci ha mai provato, e se sì con quali risultati? Lo studio della Woodmansee rivela anche dettagli piccanti e particolari.

L'erezione, per esempio, è molto più difficile di quanto si pensi, questo è dovuto all'assenza di gravità che tende a rilassare i vasi sanguigni, impedendo così al sangue di essere pompato in modo (almeno) sufficente per la penetrazione. Insomma agli uomini resta piccolo come un fagiolo. E non è tutto: l'assenza di gravità riduce anche la produzione di testosterone; al contrario le donne sono avvantaggiate: i tessuti vaginali si espandono con maggiore facilità e gli ormoni femminili rispondono bene.

Un'altra curiosità, svela la studiosa, riguarda il Kamasutra orbitale. Sembra infatti che il sesso orale, la posizione a 69, sia la più semplice da eseguire, per il fatto che uomo e donna sono ancorati l'uno all'altro. Anche la masturbazione è molto praticata dagli astronauti. Gli studi condotti dalla giornalista non sono però piaciuti alla NASA che ha ostocolato la in ogni modo nascondendosi dietro a un secco no comment. Tornando alla masturbazione orbitale mi sorge un dubbio: ma dato che nello spazio non c'è gravità e i liquidi tendono a scorporsi, dove va a finire il liquido seminale? Forse è meglio non sapere...

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