Sesso in cambio di abiti firmati, scoppia il caso in Svizzera

Escort, una parola ormai alla moda. E non certo solo in Italia. Nella scuola cantonale di Baden, in Argovia, non si parla d'altro. Il liceo è balzato agli onori della cronaca nazionale per un articolo apparso sul giornale studentesco, il Neue Aargauer Kantizeitung Troubadour.

Il contenuto: il gran consigliere argoviese dell'UDC Andreas Glarner ipotizzerebbe la presenza nell'istituto di studentesse che si prostituirebbero per potersi permettere vestiti griffati.

Come era prevedibile, studenti e direzione hanno respinto con forza le accuse del deputato argoviese. C'è chi lo definisce ridicolo e primitivo, e chi con parle peggiori.

Eppure Glarner è convinto della fondatezza delle sue affermazioni. La sua giustificazione: 'Già due o tre anni fa più studenti mi hanno riferito di questa cosa. Mi raccontavano di compagne di scuola che per potersi permettere vestiti alla moda si offrivano come escort. Il fenomeno è conosciuto. Basta andare all'università di Zurigo per convincersene'.

Si dice invece indignato il rettore del liceo Hans-Rudolf Stauffacher di Baden: 'Nella nostra scuola non c'è prostituzione e abbiamo pensato a ricorrere alle vie legali nei confronti di Glarner. Ma poi ci ho riflettuto e sono giunto alla conclusione che una denuncia lo avrebbe reso ancora più famoso di quanto si meriti. E poi perché non ho nessuna intenzione di intraprendere una guerra personale tra me e il signor Glarner. Questo perché la questione non riguarda soltanto il sottoscritto, ma l'intera scuola e i suoi studenti, che, fortunatamente, hanno reagito in modo intelligente a queste provocazioni'. L'onore - forse - è salvo.

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