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Se il detenuto è pericoloso nessun rapporto intimo con la moglie

I detenuti giudicati pericolosi non possono avere rapporti intimi con la moglie. A stabilirlo una sentenza della Cassazione secondo la quale "la restrizione della libertà è ritenuta l'unico rimedio alla pericolosità persistente". Niente sesso, dunque, per chi è recluso in carcere.

Il detenuto Antonio Fausto P., 44 anni, ha chiesto alla Prima sezione penale un permesso per incontrarsi con la moglie, ma il suo ricorso è stato bocciato. Vista la pericolosità del detenuto la richiesta di poter avere "un colloquio affettivo ed intimo con la propria moglie" è stata rifiutata. L'uomo, allora, si è rivolto alla Cassazione e ha sollevato anche la questione di legittimità costituzionale sul rifiuto al sesso, in base ai diritti inviolabili dell'uomo, previsti dalla Costituzione, che appartengono al detenuto anche al di fuori del regime dei permessi premio.

Ma il ricorso è stato dichiarato inammissibile ed è stato ricordato che "lo stesso ricorrente non poteva godere dei permessi premio" dal momento che questi sono riservati solo ai "detenuti non pericolosi". La Cassazione ha poi affermato che "la tutela dei rapporti familiari e dei diritti della persona, nell'ambito dell'esecuzione della pena, non può essere la stessa di quella prevista in regime di libertà, specie per i detenuti ritenuti pericolosi per cui la restrizione della libertà è ritenuta l'unico rimedio alla pericolosità persistente".

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