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Scoperte mediche: vicini ad un vaccino contro l'Aids

Un piccolo, ma decisivo passo in più, è stato compiuto verso la scoperta di un vaccino contro l’Aids e le altre malattie a trasmissione sessuale. Si scopre, infatti che esistono alcuni meccanismi immunologici che si manifestano a livello dei tessuti genitali, dove avviene il primo contatto con i virus responsabili di tali infezioni.

E' arrivato a questo risultato uno studio presieduto da Mario Clerici del "Dipartimento di scienze e tecnologie biomediche" dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la "Divisione di malattie infettive" dell’ospedale di Firenze e con enti di ricerca francesi, americani e africani.

Dagli esperimenti effettuati sui topi è emerso che la difesa dei tessuti genitali è mediata da una particolare classe di proteine capaci di creare alcune cellule che portano alla produzione di anticorpi protettivi.

"Per passare dal topo all’uomo", ha spiegato Mario Clerici, "c’è ovviamente un altro passo da fare, ma studi già condotti in donne sieronegative che sono partner sessuali di soggetti sieropositivi hanno identificato, tra i fattori da cui deriva la loro protezione dall’infezione da Hiv, anche la produzione di anticorpi Iga a livello delle mucose genitali".

La ricerca è partita dall’osservazione di bambini africani allattati al seno da mamme infette. Si è scoperto che sopravvive più a lungo chi trova nel latte materno, oltre al virus Hiv, una maggiore concentrazione di Ccl28.

"Tale osservazione – ha concluso Clerici, suggerisce che, manipolando un vaccino per le malattie a trasmissione genitale con l’aggiunta di proteine Ccl28, si ottiene un potenziamento delle difese immunitarie".

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