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Scontro in Germania per le "promozioni" dei bordelli

Anche i "bordelli" tedeschi hanno risentito della crisi e per porvi rimedio hanno pensato di lanciare un'offerta speciale. L'idea è stata della catena Pussy Club, che ha proposto ai suoi clienti una flat rate: dalle 10 del mattino alle quattro del pomeriggio 70 euro per fare sesso con tutte le donne, fino a quando si vuole, ogni volta che si vuole e come si vuole, bevande comprese.

Dopo la catena Pussy Club, l'iniziativa è stata adotatta da altre case del sesso. Ma presto diversi politici e organizzazioni di difesa della dignità della donna hanno protestato. Secondo il ministro della Giustizia del Land Banden-Württemberg, Ulrich Goll, nel modo in cui i bordelli fanno pubblicità "c'è una violazione della dignità umana delle prostitute che lavorano lì" e per il ministro degli Interni dello stesso Land, Heribert Rech, "il prezzo suggerisce che lì le donne sono sfruttate".

A queste reazioni è seguita una retata effettuata da 700 poliziotti in diverse città. Conseguenza: due bordelli sono stati chiusi per cattive condizioni igieniche e sospetto sfruttamento di lavoratrici emigrate clandestine. Ma i lavoratori e le lavoratrici di questi bordelli non sono stati zitti, 77 di loro hanno comprato una pagine dei giornali attraverso la quale hanno accusato le autorità di voler mettere al bando le case di piacere.

Secondo Patricia Florieu, una delle responsabili della catena Pussy Club, la flat rate porta semplicemente più clienti. "Difficilmente qualcuno lo può fare più di due volte - ha spiegato la Florieu - di base, quindi, la flat rate si riduce a una birra gratis".

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