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Rocco Siffredi: "Ecco come funziona il porno"

Sentirsi raccontare il porno da colui che ha mitizzato l'hard in Italia è un vero spasso.
Rocco Siffredi, icona del cinema porno italiano e internazionale, si è confessato per il settimanale GQ. Vi riportiamo i passaggi più interessanti di questa intervista.
Prima, però, sarete curiosi di sapere che Rocco Siffredi vive a Budapest con la sua famiglia (ha una moglie e due figli), realizza 15 film porno all'anno che produce, dirige e monta, adora il motocross e il volo (ha 50 moto e una licenza di pilota d'elicottero).

"Il mestiere del pornostar non è affatto semplice", chiosa l'attore. "Ti trovi davanti una ragazza, due minuti prima del ciak, che ti eccita. Tu sei tutto arrapato perché lei ti ha messo a tuo agio, poi come si inizia a girare, il suo sguardo cambia e tu ti chiedi: "Ma perché non mi guarda più come prima?".

"Il mondo del porno è bello perchè il cuore della storia di ogni film è sempre a forma di figa", continua Rocco. "Ora che sono regista il mio casting parte dal dialogo, devo capire com’è la ragazza. Ci sono attrici che dicono: "I do this, I do this, I do this...". Che noia. A me piacciono quelle che dicono: "Non so come sono, ma so che ho qualcosa dentro e che vorrei provare". A me piace lavorare la materia prima allo stato grezzo".

Siffredi ha alcune cose da dire anche ai suoi colleghi: "Gli attori porno che continuano a guardarsi gli addominali mentre scopano è il peggio che si possa vedere. Essere generosi nei confronti della donna significa non pensare a se stessi. Gli uomini sono diversi nelle dimensioni, ma le donne sono tutte diverse nell’approccio".

I metodi di pagamento utilizzati per gli attori sono un altro elemento di grande curiosità: "Vieni pagato a scena. E ogni scena per l’uomo è un orgasmo. Le donne possono anche averne 15, oppure fingerne 15. Nel momento in cui il regista decide che l’uomo può venire e l’uomo viene, la scena è finita".
E sull'orgasmo delle donne Rocco dice la sua: "Senza presunzione, posso assicurarti che so quando è vero o finto. Quando lo fanno con altri, a volte indovino. Con me, ci azzecco praticamente sempre: non è possibile che non me ne accorga o che mi sfugga un orgasmo vero".

L'ultima parte dell'intervista è riservata all'altra faccia della medaglia, ovvero il lato sgradevole del porno: "C'è gente, soprattutto produttori, che se ne approfitta. Gli amici dei registi e dei produttori che venivano per le pornostar e dicevano: “Lo succhi anche a me?”. Ragazze prese in giro, a cui dicono che faranno una scena con uno e poi si trovano quattro attori, e devono farlo per forza, altrimenti non prendono i soldi. La cosa più sgradevole sono sempre i personaggi che vivono ai bordi. I professionisti no, altrimenti non sarebbero arrivati dove sono".

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