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Quando il porno distrugge la vita

Le storie di dipendenza dal porno sono tante. Cinquantenni sposati, integerrimi professionisti che arrivano a trascorrere ore e ore davanti a film a luci rosse e a masturbarsi anche 5 volte al giorno.

E poi donne che consumano dalle 4 alle 6 ore al giorno su internet a fare sesso virtuale, o coppie sposate che non riescono più ad avere un rapporto sessuale se non dopo aver visto insieme una pellicola hard. Gli scenari sono tanti, dicevamo, e tutti diversi, ma di base c'è sempre e solo la dipendenza dal porno.

Alcuni, ad esempio, riescono a vivere questa seconda vita ben distinguendola da quella reale. Altri, invece, si isolano dalla quotidianità. E qui iniziano i guai.

Se un tempo un giovane era entusiasta di mettere le mani su una copia di Playboy, ai giorni d'oggi il grande potere sta tutto nel web che mostra gratuitamente scene di ogni tipo. Perché chi desidera fuggire da sentimenti di scarsa autostima, vergogna o stress della vita quotidiana, spesso trova rifugio nella pornografia, un luogo dove perdersi, immaginare il partner perfetto, ove sentirsi sempre desiderati. Insomma, il posto giusto dove proiettare una propria immagine, quasi un avatar, che ha ben poco a che fare con la vera persona che si è.

Per il 90 per cento degli uomini, dunque, le immagini sono una grande fonte di eccitazione, mentre le signore prediligono le chat interattive. E il porno, sempre più consumato anche sui posti di lavoro, diventa anche materia di colpa quando ci si rivolge ad avvocati divorzisti. Ah, come ci mancano le vecchie corna di un tempo, quelle fatte con una persona in carne ed ossa. Ma i tempi, sì, sono proprio cambiati.

Photo: Ehow.com

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