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Prostituzione, Praga chiede licenza e tasse

Fa discutere nelle ultime ore l'iniziativa del consiglio comunale di Praga che si dice pronto per regolamentare il mercato della prostituzione.

Un progetto complesso, ma pare attuabile, che prevede un'autorizzazione amministrativa per poter svolgere questa attività oltre a regolari tasse sui proventi - niente lavoro a nero, insomma - e l'obbligo di visite mediche periodiche per le prostitute.

Ma lo scetticismo regna sovrano come spiega l'italiano Francesco, da 15 anni affittacamere per turisti a Praga. 'La stragrande maggioranza delle donne che nella Repubblica ceca fa questo mestiere non ci pensa neanche di chiedere una licenza amministrativa per potersi prostituire'.

Donne solitamente camuffate da massaggiatrici o ballerine, pronte a soddisfare i desideri soprattutto degli stranieri che accorrono nel Paese. E poi ci sono quelle che lo fanno per arrotondare lo stipendio, per pagarsi gli studi. Casalinghe, impiegate, operaie che non sarebbero mai disposte a ufficializzare questa loro attività.

Secondo l'Ufficio statistico nazionale, lì esercitano 9-10.000 donne con un fatturato annuo di quasi dieci miliardi di corone, 400 milioni di euro. 'Il Comune può fare le proposte di legge che vuole, ma poi sono molto scettico sull'efficacia di iniziative simili', conclude Francesco smentendo il vicesindaco di Praga, il conservatore Rudolf Blazek, secondo cui la legge servirebbe a frenare il fenomeno criminale dello sfruttamento. 'Non mi risulta che il mercato del sesso sia nelle mani della criminalità organizzata. Una donna che vuole uscire da questo giro, lo fa quasi sempre liberamente'.

(foto © LaPresse)

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