Porno in casa, in Indonesia non è reato

La pornografia prodotta in casa non costituisce reato. In Indonesia, dunque, qualcosa si muove. La decisione arriva dalla Corte Costituzionale che ha respinto una richiesta di rivedere la legge anti-pornografia approvata nel 2008 su iniziativa di partiti islamici.

La stampa locale cita in particolare il giudice Ahmad Fadlil Sumadi, secondo cui nonostante la Corte sia d'accordo che, se resa pubblica, la pornografia viola le norme di decenza, il punto qui è che i video fatti in casa per uso privato non sono intesi per distribuzione pubblica.

La legge anti-pornografia considera infatti reato produrre, distribuire e pubblicare materiale pornografico. La richiesta di revisione, avanzata da uno studio legale affiliato a circoli islamici, mirava a specificare che anche la produzione privata è vietata.

La legge anti-pornografia è stata approvata dal parlamento indonesiano nell'ottobre 2008. Un testo influenzato dai partiti radicali islamici che si basa su una vaga definizione di pornografia. Un qualcosa che potrebbe addirittura considerare pornograficanche il disegno di un artista che riproduce un corpo nudo.

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