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Playboy, arrestato l'editore indonesiano

Questa volta gli è andata meno bene. E così Erwin Arnada, che aveva ignorato tre mandati di comparizione, è stato fermato sull'isola di Bali.

La sua colpa: essere l'editore indonesiano di Playboy. Da qui, una condanna a due anni di carcere per condotta indecente come hanno annunciato le fonti ufficiali.

L'edizione indonesiana di Playboy non ha mai avuto vita facile. Nel 2006, il lancio sul mercato in un clima teso per le manifestazioni ostili organizzate da movimenti islamici. Poi la chiusura degli uffici di Giakarta a causa delle manifestazioni, e la sospensione delle pubblicazioni che, in realtà, non avevano mai visto donne completamente nude in copertina o all'interno dela rivista patinata.

Il pensiero di Arnada sdubito dopo l'arresto? 'Mi stanno trattando come un criminale. Non penso ci sia democrazia in Indonesia o almeno è questo che lascia pensare il mio caso. Se ci fosse, la libertà di stampa sarebbe garantita e preziosa'.

Alla base di tutto rimane comunque il fatto che l'arresto di Arnada è stato inquadrato come una vittoria dei conservatori islamici. Per loro, Playboy, è un qualcosa di moralmente pericoloso per i 210 milioni di musulmani del paese. Parola di Soleh Mahmud, uno dei portavoce del FPI: 'L'arresto? Una lezione per tutti. In Indonesia non c'è posto per la pornografia'. Punto.

(foto © LaPresse)

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