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New York, liceo tra luci rosse e scandali

La James Madison High School di New York non ha nulla da invidiare ai migliori set porno. Perché in questo liceo americano, lo scorso novembre, si è consumato uno scandalo che vede protagoniste due prof.

Assolti, per una volta, gli studenti. Perché mentre quest'ultimi assistevano annoiati a uno spettacolo nel vicino auditorium, Cindy Mauro e Alini Brito - le due avvenenti insegnanti di francese e spagnolo, rispettivamente 33 e 29 anni - sono state trovate senza veli e in atteggiamenti sexy sulla cattedra dal bidello Robert Colantuoni.

Dopo essersi ripreso da tanto splendore e aver compreso che si trattava di sesso saffico, il bidello ha informato i suoi superiori e le conseguenze sono state dolorose. Sospese infatti Cindy e Alini, mentre la scuola ha aperto pure un'indagine, come racconta il New York Daily News.

L’istituto, dunque, nel caos: dirigenti scolastici di poche parole e solo uno scarno comunicato firmato dalla portavoce Margie Feinberg. Mentre il marito di una delle prof hard ha dichiarato di non credere all'accaduto: "Sono tutte fandonie, il distretto scolastico non ha informato mia moglie di queste accuse".

Anche il web ha fatto la sua parte, puntuale come sempre. La storia delle insegnanti lesbiche è arrivata su Facebook, con tanto di gruppo dedicato. C'è chi le difende ("La Brito è sempre stata elegante e molto carina con noi, ma non si è mai comportata da civetta"), altri che invece passano alle critiche: "La Mauro veniva in classe vestita come una teenager, portava top scollati e jeans corti ed era sempre molto sexy. Sembrava la classica persona in cerca di un flirt". Più che sconcerto, ammettiamolo, regna la rabbia negli studenti in piena tempesta ormonale, delusi di non aver potuto guardare con i loro occhi cotanto show. E pure gratuito.

Ma per la scuola di Brooklyn sembra non esserci pace. Anche la professoressa di studi sociali Allison Musacchio avrebbe infatti una colpa da espiare: quella di intrattenere una relazione con uno studente. Tra i due, ci sarebbero stati ben 200 telefonate e sms nel giro di pochi mesi.

La Musacchio nega: "Non potrei mai fare una cosa del genere. Ho dei principi morali che rispetto". E suo marito, a differenza del consorte della collega, ha preferito staccare il telefono e non rispondere alle domande pressanti dei giornalisti. Come a dire: se permettete, le corna me le porto in silenzio.

Photo: Nydailynews.com

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