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Mithly, il primo magazine gay per il mondo arabo

C'è sempre tempo per cambiare idea e fare un passo in avanti. D'altronde chi l'avrebbe mai detto che un giorno, in Marocco, potesse nascere una rivista gay?

Mithly oggi è realtà. Il nome nasce da un gioco di parole - 'homo' e 'come me' - e al momento vede una diffusione ridotta. Appena 200 copie perché, come ha spiegato il coordinatore generale dell'associazione LGBT del Marocco, 'è stato impossibile ottenere un numero di deposito legale e il permesso di pubblicare'.

Qui siamo sul filo del rasoio. Basti pensare che dal 1956 ad oggi, il paese nordafricano ha condannato 5mila omosessuali. Ecco dunque arrivare, sul sito della rivista coraggiosa, la spiegazione dell'iniziativa: uno spazio di espressione della sofferenza della comunità al fine di raggiungere un pubblico sempre più vasto.

Le reazioni politiche? Variegate. I conservatori parlano di una vera e propria calamità. E l'ex ministro degli interni Chakib Benmoussa, solo lo scorso anno, trattava l'omosessualità come un 'comportamento vergognoso che non tiene conto dei valori religiosi della società'.

Il futuro di Mithly? Difficile prevedere quanto sarà lungo, ma una cosa è certa: il secondo numero, ove si tratterà dell'elevato tasso di suicidi tra omosessuali, è già assicurato.

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