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Le prostitute? Una valvola di sfogo

A Lugano, e non solo, il bar Oceano è conosciuto. No, non parliamo di caffè e ammazzacaffè per impiegati che accorrono a ora di pranzo. Questo bar offre molto di più: donne.

E dopo essere stato protagonista di una querelle al Nord Italia - i cartelloni che pubblicizzavano il locale non sono stati visti di buon occhio a Varese – ecco adesso parlare il sessantenne proprietario Ulisse Albertalli, da anni a capo di bar e bordelli. D'altronde 'ho fatto la scuola alberghiera. Per me lavorare in un bordello equivale a gestire qualsiasi altro locale. Le prostitute, dal mio punto di vista, equivalgono a delle clienti che pagano per avere una camera da me'.

Per Ulisse, infatti, 'queste ragazze meritano rispetto come qualsiasi altra persona. Ecco perché mi dà fastidio sentire che molti gerenti approfittano della loro posizione per andare a letto gratis con le ragazze. All'Oceano se un dipendente sgarra, lo licenzio. Questo andazzo in Ticino deve finire'.

Lavandosi le mani riguardo l'accusa di essere uno sfasciafamiglie – 'Se un uomo viene al bordello è perché qualcosa non funziona con sua moglie. Il problema è a monte. Se uno sta bene con la propria metà non credo proprio che vada a prostitute' – Ulisse non ha sensi di colpa a causa della sua attività e spiega di non aver mai problemi con la moglie e i quattro figli.

Il boss, poi, ha le idee chiare. 'Abbiamo imposto la videosorveglianza nei locali. E si è stabilito che le prostitute non devono essere costrette a fare qualcosa. Vogliamo combattere il fenomeno dei magnaccia. Basta con la gente che sfrutta le prostitute. Ma lo Stato ci deve aiutare... E poi non dimentichiamo che per molta gente le prostitute costituiscono una valvola di sfogo'. Un bordello può dunque risolvere i problemi? 'Dal mio punto di vista, in un certo senso sì'.

Photo: Tio.ch

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