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India, no all'accesso ai siti porno

Cosa accade se il Paese che ha dato i natali al kamasutra non si mostra poi così aperto? Accade che il sesso online viene bandito. Bye bye, dunque, ricercatissimo piacere sul web.

Grazie a una recente indagine, si è infatti scoperto che in India vanno di moda i filtri per impedire l'accesso a siti particolarmente hot.

E non c'è possibilità di superare questi ostacoli. Basti pensare che il motore di ricerca Yahoo e il sito di condivisione di immagini Flickr hanno introdotto delle impostazioni che impediscono di disattivare i dispositivi di sicurezza. Stesso discorso per Bing che non la fa passare liscia a chi, dall'India, cerca di approdare a contenuti a luci rosse.

Cosa succede in quel caso? Che un messaggio con tanto di monito appare forte e chiaro: "Il tuo Paese o la tua religione richiedono un controllo molto serrato sui contenuti web, e ogni pagina con immagini o testi rivolti a un pubblico adulto viene filtrata da Bing SafeSearch". Insomma, non c'è trippa per gatti, e non c'è porno per indiani.

E pensare che secondo i motori di ricerca, è proprio in India che gli utenti della rete digitano la parola 'sex' più che in ogni altro Paese al mondo. Ma la religione chiama, e alla sfera sessuale non rimane che sopravvivere tra censure su censure.

Photo: Desigirl.it

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