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In Giappone i mondiali di lap dance

Chiamatela disciplina sportiva, semplice divertimento o attrazione fatale per sempre più donne (e maschetti). La lap dance è realtà e continua a fare proseliti. Anche di più.

Basti pensare che il Giappone ha recentemente ospitato i mondiali di lap dance. Tokyo si è vestita così di calze a rete, completini succinti e pali di ogni genere per accogliere le numerose, numerosissime ballerine provenienti da tutto il mondo. E tra stacchetti erotici e movenze sexy con davvero poco addosso, la gara si è rivelata alquanto hot.

A giudicare la fisicità al femminile, una giuria di estimatori, professionisti ed esperti del settore. E se ancora non è giunto il nome della fortunata e abile danzatrice, la lap dance tira, eccome.

In Gran Bretagna ha destato curiosità il bando promosso dalla University of Leeds per l'assunzione di un ricercatore di lap dance. Un contratto di 12 mesi e un salario annuo di 31,500 sterline per visitare numerosi night club di tutto il Paese, osservare e intervistare almeno 300 ballerine. In Italia invece, neanche due mesi fa, l'evento milanese Sexpo and the City ha ospitato una gara internazionale di lap dance con tanto di proclamazione in piena regola di Miss Lap Dance Sexpo 2009.

Per non parlare di un sito interamente dedicato alla lap dance che presenta una serie di locali schedati in tutta Italia, affronta temi seri come la lap dance e la disciplina del lavoro, e narra la storia di questa danza.

Un probabile inventore, con tanto di nome, c'è: è Arthur Charleston, ormai defunto, che permise sin dagli anni Cinquanta agli uomini maggiorenni di svagarsi osservando ragazze danzare sinuosamente avvinghiate ad un palo. Un'idea che elaborò durante una visita in Finlandia ove vide i Lapponi agitarsi attorno a dei pali piantati nel terreno.

Un coro è allora d'obbligo, soprattutto per gli amanti del genere, sperando che da lassù ci senta ancora: grazie Signor Charleston.

Photo: Viplion.com

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