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In arrivo la rivista araba contro i tabù

Uscirà questa settimana il primo numero di "Jasa" ("Corpo"), rivista trimestrale in lingua araba edita in Libano e vietata ai minori, che vuole smantellare i tabù. Sulla copertina l'immagine di una donna il cui corpo è avvolto in un manto rosso e la "J" disegnata come una manetta aperta . "Si riferisce alla necessità di spezzare i tabù" ha spiegato Joumana Haddad, 38 anni, ideatrice e direttrice nonché poetessa e giornalista libanese cattolica.

Joumana Haddad ha spiegato che l'obiettivo del trimestrale è quello di far chiamare le "cose del corpo" con il loro nome. "Per il pene usano la parola colonna - ha raccontato la direttrice - clitoride non si può dire. Per l'organo femminile ci sono più di 100 parole, tutte di letteratura, di grande bellezza. Ma non siamo abituati a pronunciarle, solo nella nostra testa o a voce bassa. Un'amica mi ha detto: preferisco leggerti in inglese, quando ti leggo in arabo ho paura del peso delle parole".

Nel primo numero della rivista saranno trattati temi come il sesso orale, l'omosessualità, il cannibalismo e in molti ne attendomo impazienti l'uscita. La rivista, però, non ha ricevuto solo consensi. Alcuni membri del partito sciita Hezbollah hanno, infatti, tentato di chiudere lo stand di "Jasad" presente alla fiera del libro di Beirut e l'Arabia Saudita ha bloccato il sito web del trimestrale. "Jasad è una rivista di cultura in cui si tratta del corpo, non solo nella dimensione erotica, ma anche in quella sociale, etica e linguistica. La scrittura araba parlava del corpo con una bellezza e una facilità che si è persa" ha affermato Haddad.

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