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Il punto G? Non esiste

Anni e anni alla ricerca di quel punto G. Esiste, non esiste, l'ho visto, io non ci riesco. E ora, la zona erogena di lei per eccellenza potrebbe rivelarsi un bluff.

Il Punto Grafenberg, così chiamato in onore del ginecologo tedesco Ernst Grafenberg che per primo lo descrisse oltre 50 anni fa, individuandolo sulla parete frontale della vagina, è solo fantasia. Forse.

A far crollare il mito ci ha pensato un gruppo di scienziati del King's College di Londra guidati dal ricercatore Andrea Burri che avrebbero messo una croce sull'argomento tanto discusso. Il punto G? Un mito alimentato da terapisti perché non vi è alcuna traccia reale e dimostrabile. Insomma, secondo la ricerca pubblicata dal Journal of Sexual Medicine, si tratterebbe di una vera e propria leggenda.

La doccia fredda arriva ad esempio da Tim Spector, docente di Epidemiologia genetica e coautore della ricerca inglese: "Alcune donne sostengono non solo di avere il punto G, ma anche che la sua maggiore o minore attività sia dipendente da fattori come la dieta o l'esercizio fisico. In realtà è praticamente impossibile trovare prove tangibili dell'esistenza di questo punto erogeno".

E uno studio effettuato su oltre 900 coppie di gemelle britanniche, mono o eterozigoti, ha fatto il resto. "Spesso quella che viene considerata l'assenza del punto G è un modo per dare una spiegazione alle sensazioni di inadeguatezza o scarso rendimento sessuale - ha confermato Burri - Non si può affermare l'esistenza di qualcosa che non è mai stato realmente individuato".

Non è certo d'accordo Emmanuele Jannini, ricercatore e docente di sessuologia medica all'Università dell'Aquila. Lui, il punto G, l'ha proprio fotografato. Mentre la sessuologa Beverley Whipple ravvisa nello studio londinese una serie di crepe e lati oscuri, avendo ignorato le esperienze di donne lesbiche o bisessuali e sottovalutato gli effetti e le tecniche amatorie dei diversi partner che ogni donna ha.

A calmare le acque, la psicologa del sesso Petra Boynton che sdrammatizza: "Va bene cercare il punto G, ma non preoccupatevi se non lo trovate". Magari in una prossima vita sarete più fortunate.

Photo: Hotdailyvideos.com

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