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Il porno in rivolta: no alle tasse sui film hard

Potrebbe presto andare in vigore la pornotax, il prelievo fiscale aggiuntivo del 25% sui proventi del porno con aumento del 120% degli acconti da versare al fisco.

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Nata nel 2002 per iniziativa dell'allora deputato Vittorio Emanuele Falsitta, riproposta nel 2005 da Daniela Santanchè e mai attuata, la tassa ora potrebbe esser rispolverata per una manovra anti crisi, ma le star del porno ovviamente non ci stanno.

Per l'ex pornostar Eva Henger è "una vera e propria mazzata peraltro già in crisi dall'avvento di Internet. C'è però ancora tempo per ragionare: ci sarà il passaggio parlamentare del decreto mentre, a cura del ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, l'arduo compito di individuare in due mesi cosa è esattamente porno e cosa no. Ne scaturirà certamente un dibattito rovente".

In disaccordo con la Henger, invece, Ilona Staller, aspirante madrina della tassa: "E' giusto che chi lo produce paghi le tasse, ma come quelle che pagano tutti gli altri. La pornografia e prostituzione esistono da quando esiste il mondo. Non devono essere ammazzati. Colpiamo piuttosto chi ha lo yacht, la mega villa o chi chiede ancora di essere pagato in nero".

Non poteva certo mancare il punto di vista di un uomo come Rocco Siffredi: "E' solo moralismo. Solo in Italia può succedere una cosa del genere come per la mia pubblicità per le patatine che fu ritirata. Ora capisco che il governo abbia bisogno di soldi, ma noi siamo più in crisi di tutti, e non lo dico per interesse perché io vivo all'estero. Comunque da quando c'è Internet non si guadagna più nulla. Insomma, è una stronzata".

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