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Ideato in Sudafrica un dispositivo antistupro

C'è un nuovo strumento per combattere le violenze sessuali.
Lo ha ideato Sonette Ehlers, 57enne residente a Città del Capo, in Sudafrica.
La Ehlers ha inventato "Rapex" ("rape" in inglese significa stupro), una sorta di preservativo, o per meglio dire di tampone, che le donne possono inserire nella vagina. Guarda le immagini.

In caso di aggressione, il dispositivo si avvinghia intorno al pene dell'aggressore attaccandosi alla pelle con micro-uncini: e solo nel momento in cui si ritira scopre di avere una tagliola attaccata, costringendo il malcapitato a fare ricorso alle cure di un medico.

Per sfilare il Rapex è infatti necessario un intervento chirurgico. Sonette Ehlers, inventrice del dispositivo antistupro, dichiara di aver fatto qualcosa per proteggere le donne. Anche se Rapex non può prevenire i tentativi di stupro, darà "secondi vitali per scappare dal proprio stupratore".

Le opinioni sull'utilità del dispositivo sono contrastanti, Lisa Vetten, ricercatrice del "Centro per gli Studi sulla violenza ed il Recupero" pensa che "stiamo tornando ai tempi in cui le donne erano obbligate ad indossare la cinturà di castità [...] dovremmo concentrare le nostre energie per cambiare certi atteggiamenti comportamentali maschili nei confronti delle donne".

Diversamente, Chanaz Mitchell, portavoce del "National Network on Violence against Woman", è favorevole all'uso del tampone: "una buona idea per permettere alle donne di proteggersi autonomamente, gli uomini dovranno prendersi la responsabilità delle loro azioni".

In Sudafrica le violenze sessuali dichiarate sono 50mila all'anno: uno dei tassi più alti del mondo. Per gli esperti, oltretutto, il numero di quelle reali è molto più elevato.

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