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Gola Profonda rischiò la censura dell'FBI

Ben 61 minuti che hanno cambiato il cinema e che sconvolsero il mondo. Poco più di un'ora per la pellicola Deep Throat, Gola Profonda, porno chic che nel 1972 approdò nelle vite altrui senza chiederne il permesso.

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Oggi, trentasette anni dopo, si scopre che il film fu a rischio censura. L'FBI giocò tutte le carte possibili per bloccare l'uscita e impedire la diffusione dell'opera di Gerard Damiano. Inutile la battaglia della polizia federale contro gli orgasmi orali della protagonista Linda Lovelace, e le centinaia di interrogatori per attori, produttori, persino le comparse. Il film si manifestò in tutta la sua interezza.

A confessare le azioni cadute nell'oblio sono 500 delle quasi 5mila pagine del dossier personale su Damiano, messo ora a disposizione dall'FBI su richiesta dell'Associated Press.

Il perché della sommossa? Semmai i perché. Si dice infatti che gli autori avessero trasportato materiale osceno attraverso i confini di vari stati americani. Sullo sfondo, poi, il sospetto che la mafia fosse coinvolta nella produzione di pellicole a luci rosse. Non meno importante poi, la paura di cambiare la morale degli americani.

Discorsi che nel 2009 fanno sorridere, come ha confermato Mark Weiner, professore di diritto costituzionale alla Rutgers University: "Oggi non sarebbe pensabile che un autorità a qualsiasi livello del governo sia coinvolta in un'inchiesta per oscenità. Quella di Gola Profonda è la storia dell'ultimo grido delle forze che tentarono di bloccare la rivoluzione sessuale. Da allora, la pornografia è parte della normalità".

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