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Friendly Home, condomini comunali per i gay over cinquanta

Sull'esempio di alcune grandi città europee, potrebbe presto nascere anche a Torino una Friendly House, una struttura abitativa in grado di accogliere gay e lesbiche over 50.

L’ultima è stata inaugurata a Berlino il 18 gennaio scorso: 28 stanze ricavate in un palazzone della ex-Ddr. In Italia la proposta è partita da Enzo Cucco, Angelo Pezzana ed Enzo Francone, esponenti di Fuori, il primo movimento omosessuale italiano nato proprio a Torino nel 1971. L’obiettivo è creare una residenza per omosessuali adulti con basso reddito, problemi di salute o in conflitto con la famiglia d’origine.

Come ha spiegato Cucco: "In base alle rilevazioni statistiche pubblicate sul sito del Comune, e considerando che la percentuale di persone omosessuali varia dal 5 al 10%, possiamo calcolare le persone omosessuali di età superiore ai 50 anni che vivono a Torino da un minimo di 19.500 a un massimo di 39 mila. Di queste, almeno 7.800 vivono da sole".

Nel progetto, figurano una ventina di alloggi in affitto nello stesso stabile, con spazi al piano terra per ospitare iniziative culturali e ricreative aperte a tutta la città. "Il Comune ha già varato progetti analoghi a favore degli anziani, dei giovani in difficoltà con il mutuo e delle donne in stato di particolare disagio – ha proseguito Cuoco - Nelle situazioni generali esistono situazioni speciali che esigono una risposta. Crediamo sia il nostro caso".

Ma l’assessore Roberto Tricarico del Comune di Torino ha voluto chiarire: "Condividiamo l'idea dei condomini solidali, alcuni sono già stati realizzati, altri sono in programma, ma tra le condizioni che danno diritto a punteggio non è previsto un particolare riferimento all'omosessualità. Né, ovviamente, questa è motivo di esclusione".

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