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Feticismo parte IV, il furring

Riprendendo il filone del feticismo, aperto qualche tempo fa, merita uno sguardo più approfondito una delle pratiche sessuali più curiose: il furring. Il temine furry deriva dalla parola fur, pelliccia: la regola principale è vestirsi da animali, con costumi da coniglio, da orso, da scoiattolo o da personaggio di un cartone animato, per poi riunirsi in un bosco e dedicarsi al sesso. (Guarda le immagini).
I furries sono espressione degli istinti primordiali, liberi dalle convenzioni imposte dal nostro essere "umani". L'erotismo nel furry è a tutto campo: etero, omo, bisex. Spesso i furry fans portano anche nella vita reale questa concezione della sessualità.

Adottare un animale "umanizzato" come alter ego consente di esprimere al meglio questa libertà che le regole imposte dalla società umana ci reprimono: il furry, in quanto animale, è così libero di esprimere la propria sessualità; libero dagli schemi della razionalità umana egli diventa istinto, sensi. Inoltre tra furries si tende ad essere generalmente più tolleranti nei confronti dei diversi orientamenti sessuali di quanto non accade nella società un cui viviamo.

Nel mondo furry il sesso viene indicato con una parola ad hoc: "yiff", per cui un qualcosa di sessualmente eccitante è detto "yiffy" (per inciso la parola deriverebbe da un verso che le volpi emetterebbero durante l'accoppiamento). "Siamo persone normali che amano stare a contatto con la natura, che amano ciò che ha che fare con gli animali e il sesso. Sono queste le caratteristiche che ci uniscono", ha confidato un furry conosciuto con il nome Paddington in una intervista al quotidiano Metro. Uno dei più gettonati costumi in questo momento è Gatto Silvestro.
Di seguito un video che descrive chi sono i furries.

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