Feticismo parte II, il tickling.

Come promesso pochi giorni fa, torniamo a parlare di feticismo dedicando maggiore attenzione ad una delle pratiche fetisch più diffuse nelle camere da letto, ma di cui si parla poco: il tickling, conosciuto da tutti gli amanti del solletico. Guarda le foto
Questa attività sessuale è una forma di eccitamento prodotta mediante un'azione più o mena intesa di solletico; si traduce in una sottile e leggera tortura sessuale diffusa soprattutto tra le donne. Il solletico va fatto nelle zone più sensibili e mai con violenza. Le carezze leggere possono venir fatte con diversi strumenti come piume, pennelli, o spazzole per capelli.


Il tickling veniva usato in tempi antichi con uno scopo totalmente diverso da quello attuale, cioè in casi di criminalità. Chi torturava erano di solito frati o monache per punire errori o peccati all'interno delle strutture ecclesiastiche. Il colpevole veniva immobilizzato su un tavolo, spogliato completamente e cosparso, nei punti più sensibili, di miele o marmellata. A questo punto l'animale domestico di turno (capra, pecora, cane...) passava a leccare il dolce nettare. Una vero e proprio supplizio per niente eccitante. Soltanto dopo, in epoca illuministica, in Francia il solletico si trasforma in pratica erotica, come forma primitiva di eccitazione e godimento sessuale.

Susanna Schimperna, studiosa di fenomeni fetish, spiega: "Il tickling parte dal feticismo del piede ma è qualcosa in più. C'è uno strano miscuglio di sado con sottomissione ma anche molta ironia". Secondo alcuni esperti di tickling uno dei punti più delicati è il dito medio del piede, che, in alcuni individui, ha un collegamento nervoso diretto con i genitali.

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