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Contraccezione, l'Italia è all'ultimo posto

Italia, fanalino di coda nel campo della contraccezione. Ad affermarlo è l'indagine condotta dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e dalla Società italiana di medicina generale (Simg).

E i dati destano preoccupazione. Le arretratezze italiane ci sono tutte: il 53% di persone non usa infatti metodi contraccettivi per mancanza di volontà, mentre il 38% non li conosce. C'è poi un 9% che li usa, ma non nella maniera corretta. E quindi inutilmente. O chi prende la pillola per poi dimenticarsene. Pura (e grave) distrazione.

Contraccezione, tabù e ignoranza anche per le più giovani che sfidano tutto e tutti e si ritrovano, durante la loro prima volta – età media in Italia, 17 anni - a non prendere alcuna precauzione.

È quello che accade a una ragazza su tre. Il 30% delle giovanissime continua a non utilizzare pillole, preservativi e quant'altro anche dopo il primo rapporto, e troppo spesso ci si affida al coito interrotto. Da qui, molte gravidanze indesiderate.

Insomma, l'Italia e il Paese più arretrato in campo sessuale. Otto donne su 100 ammettono senza problemi di non aver mai fatto uso di un metodo anticoncezionale e fra le under-25, il ginecolo è spesso uno sconosciuto, una figura da evitare.

La soluzione c'è? Qualcuno propende per una migliore educazione sessuale a partire dalle famiglie, e c'è chi ritiene utile introdurre nelle scuole superiori la distribuzione diretta e controllata di anticoncezionali.

Intanto, il numero verde e gratuito 800.555.323 - attivo tutti i giorni feriali dalle 14 alle 17 - vede dall'altro capo del telefono operatori e ginecologi a disposizione. Un primissimo passo per una rivoluzione verso la conoscenza sessuale.

Photo: On-linecontraception.com

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