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Coito interrotto: centomila i figli

Vogliamo rallegrarcene o non è il caso? La seconda, forse. Fatto sta che l'Italia ha un primato: i figli del coito interrotto. Ben 100.000 ogni anno, e il numero non stenta a diminuire.

Questi i calcoli della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). Cifre elevate che, sotto sotto, non portano nessun effetto sorpresa. Non dimentichiamocelo: l'Italia è agli ultimi posti per quanto riguarda l'uso della pillola contraccettiva e del preservativo.

Sta di fatto che la cifra fa pensare. Per Alessandra Graziottin, sessuologa e ginecologa dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, i figli dell'errore rischiano di sentirsi rinfacciare dai genitori, prima o poi, il fatto di essere nati per via di un incidente di percorso. 'Quando i figli non sono pensati la donna non riesce a vivere la cosiddetta gestazione psichica necessaria come quella biologica per prepararsi alla nascita'.

Il ginecologo Carlo Flamigni, invece, è di tutt'altro pensiero. 'Essere figli dell'errore non è un handicap psicologico. Con questo principio allora dovrebbero essere penalizzati i figli tardivi, nati dopo tre fratelli o più o a distanza di molti anni dall’ultimo fratello quando si suppone che una coppia abbia deciso di mettere fine alle proprie esperienze procreative. Sono convinto che l’essere stati generati col coito interrotto non rappresenta causa di sofferenza'.

Una cosa è certa: le percentuali di insuccesso del coito interrotto variano in base al livello culturale, all’esperienza e al senso di responsabilità dell’uomo. Per la Graziottin, dunque, la qualità del rapporto sessuale può essere mantenuta solo se il maschio è in grado di controllarsi, non soffra di eiaculazione precoce e stia attento ai preliminari. Hai detto poco.

Photo: Tanterisorse.com

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