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Cina, i siti porno parlano inglese

La lotta alla pornografia on line? In Cina è più viva che mai. Ma ciò non significa che le severe restrizioni siano riuscite a chiudere i battenti virtuali a tutti i siti web del settore. Proprio no.

La verità ce la spiega la ricerca pubblicata da ShanghaiDaily.com. Sotto sotto, infatti, numerosi siti hot proibiti dal governo hanno solo cambiato lingua e codice di comunicazione. Null'altro.

Ecco dunque svelato il segreto del successo che vede anche una trascrizione diversa dei significati. Facciamo un esempio: la parola chiave 'Shanghai massage', dopo un paio di scatti di massaggi terapeutici, mostra i vecchi e cari contenuti dell'Asia di una volta. Quelli bollenti, ci siamo capiti.

Prodezze linguistiche che, in qualche modo, riescono comunque a far felice il popolo cinese. Una cosa, però, pare certa: i controlli non conoscono sosta. Un funzionario dell'Internet Illegal Information Reporting Center ha fatto sapere che solo lo scorso mese il centro ha ricevuto 18.710 segnalazioni su siti web illegali. Il 52,6 per cento, nel dettaglio, avevano contenuto pornografico.

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