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Celle del sesso? La polizia penitenziaria dice no

Non è certo nuova l'idea - stanze dove i detenuti possano fare sesso nelle carceri italiane - e il volto che la propone, il sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri Elisabetta Alberti Casellati.

Già lo scorso aprile la donna aveva parlato di 'luoghi ove potersi incontrare con le proprie mogli per un intrattenimento di carattere sessuale-affettivo, riservando a questi incontri lo stesso tempo dedicato ai colloqui con la famiglia, diciamo un'oretta'.

Adesso l'Alberti Casellati torna sull'argomento ai microfoni del Gr Rai Parlamento specificando: 'Escludo che i suicidi siano dovuti al sovraffollamento, ma il problema è che si tiene poco conto dell'equilibrio affettivo dei reclusi: all'estero hanno stanze dove uno può avere rapporti sessuali con la moglie o la fidanzata, avere cioè una vita affettiva completa, per far sì che non si perda la propria identità sessuale'.

Una proposta che, sotto sotto, non convince però tutti. In primis, il sindacato di polizia penitenziaria e il suo segretario generale Donato Capece: 'Non riusciamo ad aprire nuove carceri, e lei parla di sesso? Per quello ci sono i permessi premio. E noi cosa dovremmo fare? Trasformarci in guardoni di Stato? Mancano agenti e strutture, questi sono i veri problemi'. E intanto si contano le morti. Trentuno dall'inizio dell'anno. Morti di sovraffollamento, dato che i detenuti sono più di 68mila per una capienza regolamentare di 44mila unità.

Photo: Ilgiornale.it

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