Cambogia, il nuovo paradiso gay

Nessuno l'avrebbe mai immaginato. Eppure, nonostante il buddismo e una famiglia tradizionale e reale al comando, la Cambogia è oggi la meta gay per eccellenza. Un vero paradiso.

Metti una classica serata a Siem Reap, piccola cittadina che ogni anno raduna un milione di turisti, e un bar che al primo colpo d'occhio appare uno dei tanti: Linga. Solo che qui è tutto dedicato a lui che ama lui. Molti gli uomini europei, tra i trenta ed i quarant'anni, intrattenuti da show con spogliarellisti e drag queen, cocktail alcolici e non. Insomma, si fa festa.

A Siem Reap, poi, è quasi sempre così. Nel corso degli ultimi anni, infatti, sono sorti numerosi bar gay-friendly, ristoranti ed alberghi, alcuni dei quali con saune, piscine sexy e camere arredate con maschi nudi. E il web dà una grande mano. Più di un anno fa, l'inaugurazione del sito Cambodia Out, pensato soprattutto per acquisti e turismo di tutta la comunità omosessuale.

E pensare cher in Khmer, lingua locale, non esiste nemmeno un termine che rappresenti la parola 'gay'. Semmai si usano due parole, 'kteuy' o 'ladyboy', che vorrebbero la coincidenza quanto mai sbagliata tra travestitismo ed omosessualità.

Anche la famiglia reale accetta il dilagare dell'omosessualità e non fa problemi, dicendosi 'tollerante circa le preferenze sessuali altrui'. E qualcuno vede tanta apertura grazie alla religione dominante in Cambogia, il Buddismo Theravada. Come ha spiegato Caroline Francis, portavoce dell'ufficio per la Salute della Famiglia: 'Quando ti trovi a parlare di stati buddisti, sei destinato ad incontrare apertura mentale e tolleranza. Gli insegnamenti religiosi non vengono utilizzati per arrestare o perseguitare qualcuno solamente perché è gay o lesbica'.

Photo: Cobblehillblog.com

sexcity-blog.excite.it fa parte del Canale Blogo Attualità - Excite Network Copyright ©1995 - 2014