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Assistenti sessuali per portatori handicap: in Italia è utopia

Il sesso per i diversamente abili? Un tabù, soprattutto in Italia. Qui manca l'assistenza elementare, si combatte ancora per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Figuriamoci una legge sul sesso, come in Svizzera.

Italia, Paese arretrato anche sotto questo punto di vista. La Chiesa ci guarda, ci giudica, eppure esistono ben mezzo milione di persone con disabilità grave. Ma guai ad accostare sessualità alla parola handicap. Disabili senza sesso, e siamo tutti più tranquilli.

In Svizzera sono molto più in avanti, si sa. Qui vi sono assistenti sessuali professionisti, riconosciuti. Dopo aver seguito un corso di formazione, propongono ai disabili psichici massaggi, carezze, esperienze sensuali e giochi erotici. Una tariffa di 150 franchi l'ora più le spese di viaggio. Le Iene, qualche settimana fa, ci hanno aperto gli occhi raccontando di una non mera sessualità genitale come si potrebbe pensare, ma di una sorta di educazione alla sessualità in generale.

Lì, a Zurigo, ad istruire gli assistenti sessuali c'è la sessuologa olandese Nina de Vries. E l'associazione Handicap e sessualità - contro la violenza sessualizzata (Fachstelle Behinderung und Sexualität - gegen sexualisierte Gewalt, FaBS) opera al fine di fornire consulenza e formazione, promuovere la ricerca e fare prevenzione contro la violenza sessualizzata nei confronti dei disabili.

Ma nel dettaglio come funziona tutto ciò? A spiegarlo, in un'intervista di qualche tempo fa sul portale Tio.ch, un assistente sessuale ticinese. "È un lavoro difficile che richiede molta pazienza e impegno. Coloro che hanno un handicap fisico hanno esigenze più chiare, con loro è possibile parlare e quindi capire ciò che in realtà desiderano. Diverso invece il discorso per coloro che hanno un handicap mentale. In quel caso si tratta di adottare altre strategie, parlare con i genitori w gli operatori dell'istituto per capire quali sono le esigenze sessuali del paziente. La mia assistenza è limitata alle donne. Per quanto riguarda gli uomini si tratta più che altro di fornire un'educazione sessuale, come ad esempio spiegare la pratica della masturbazione".

E ancora: "Sono fermamente convinto che la sessualità sia un diritto di qualunque umano. Ci sono quelli che possono viverla senza problemi, e altri invece che vorrebbero viverla e si trovano in una situazione infelice. Aiutare queste persone mi sembra sia doveroso".

Photo: bav.admin.ch

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