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Antiporn, il movimento che dice no al porno

Tra tanti progetti online, ecco apparire un bel giorno Antiporn, una comunità ove gli uomini possono parlare del loro uso del porno, nel bene e nel male.

L'ideatore è l'inglese Matt McCormack Evans che nel pieno della sua gioventù – aveva solo vent'anni – fu colpito da una bibliotecaria e pensò che gli sarebbe piaciuto guardare un porno proprio con quella giovane donna protagonista. Matt d'altronde, come tanti suoi amici e compagni, faceva un uso spropositato di dvd hard. Un chiodo fisso che, appena due anni dopo, lo ha portato a far nascere appunto Antiporn. Una sorta di risposta al contrario. Qui infatti non si parla di morali religiose, semmai di principi femministi che considerano la pornografia un importante problema sociale, capace anche di influire sulla violenza perpetrata sulle donne.

Le iscrizioni al gruppo al momento si contano su due mani, ma Mc Cormack è fiducioso: 'Qui la gente può condividere le proprie esperienze e trovare una strada alternativa'.

Nel frattempo Robert Jensen, professore di giornalismo all'Università del Texas, ha pubblicato uno studio - 'Getting Off: Pornography and the End of Masculinit' - ove descrive un tipo di porno chiamato Slut Bus. In questo caso, l'uomo abborda una ragazza chiedendole sesso in cambio di soldi, lei accetta e, alla fine dell'amplesso, lui la abbandona sul marciapiede. Un tipo di film che i ragazzi arrivano a considerare pericolosamente un modello da seguire. Nasce così la concezione distorta del rapporto uomo-donna dove la donna viene vista come oggetto sessuale.

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