America, in crisi l'industria del porno

C’è crisi ovunque, anche nel sesso: gli americani ormai lo fanno sempre meno. Ecco, allora, la soluzione: chiedere al 111˚ Congresso Usa appena insediatosi un assegno da cinque miliardi di dollari.

Joe Francis, produttore della serie di dvd Girls gone Wild, e Larry Flynt, fondatore della rivista Hustler, hanno spiegato: "A causa della recessione attuale, gli americani sono troppo depressi per essere attivi sessualmente. E questo è un male per il Paese: gli americani possono cavarsela senza auto, ma non senza sesso. Chiediamo un assegno da 5 miliardi di dollari per rilanciare l’appetito sessuale degli americani. Il Congresso sembra voler aiutare le imprese più importanti e noi riteniamo di meritare la stessa attenzione. Solo lo scorso anno, le vendite di dvd a luci rosse sono precipitate del 22%".

La richiesta, come prevedibile, non è andata a buon fine. "È una volgare trovata pubblicitaria che sfrutta l'attuale crisi economica – ha affermato Brad Sherman, deputato democratico della San Fernando Valley, soprannominata Porn Valley in quanto capitale della ricchissima industria porno americana – l’America ha bisogno di una discussione seria sui veri problemi che l'affliggono".

E persino una porno star, Jenna Presley, si è detta contraria: "L'industria pornografica, come quella dell'auto, è la vera responsabile della crisi. Per non aver saputo rinnovarsi coi tempi".

Peccato però che qualcuno, in fondo, avesse riposto speranze nell’iniziativa. Tra questi, Suzann Knuzsen, portavoce della Aebn di Charlotte, distributore di film porno nella Carolina del Nord: "La nostra industria sta vivendo le stesse identiche difficoltà di Wall Street e Detroit. Se gli americani si disinteressano al sesso, saremo costretti a mandare a casa i nostri 200 impiegati. E l'effetto domino sulle loro famiglie, comunità e interi villaggi sarebbe a dir poco devastante".

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